Bonus IRPEF

Bonus IRPEF: novità 2019

I beneficiari, i nuovi limiti di reddito e chi deve restituirlo

Il bonus IRPEF, introdotto dall’art. 1 del DL n. 66/2014 e confermato a regime dalla Legge di Stabilità 2015, è un credito IRPEF riconosciuto ai lavoratori dipendenti e assimilati erogato, per il tramite del datore di lavoro, direttamente in busta paga.

La modalità di accredito differisce per coloro che svolgono l’attività di collaboratore domestico.

Caratteristica essenziale del bonus IRPEF (o più comunemente “bonus Renzi”) è la stretta correlazione con il reddito complessivo conseguito dal lavoratore.

 

Beneficiari del bonus IRPEF: chi ha diritto ad ottenere gli 80 euro in busta paga

Il bonus IRPEF, in base a quanto disposto dall’art. 1 del DL n. 66/2014, spetta a tutti i lavoratori dipendenti e a coloro che sono titolari di redditi assimilati, come:

  • disoccupati percettori di indennità di disoccupazione;
  • lavoratori in mobilità e in cassa integrazione;
  • soci lavoratori delle cooperative;
  • collaboratori coordinati e continuativi e a progetto;
  • lavoratori impiegati nel lavori socialmente utili;
  • titolari di borse di studio e di assegni legati alla formazione professionale.

Il bonus Renzi spetta anche a colf e badanti, con una differenza nella modalità di erogazione. Chi svolge l’attività di collaboratore domestico, per poter usufruire del riconoscimento del bonus degli 80 euro al mese, è tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi tramite modello 730 o modello REDDITI PF.

Il bonus IRPEF non è spettante per i percettori di soli redditi d’impresa, redditi da lavoro autonomo, da pensione, di assegni periodici e rendite.

 

Limiti di reddito: novità 2019

Alle precedenti soglie di reddito, sono state apportate delle modifiche introdotte dall’articolo 1 comma 132 della Legge 205/2017 (Legge di Bilancio 2018). Tali limiti, in vigore dal 1° gennaio, saranno presi in considerazione a partire dalla dichiarazione 2019 relativa all’anno d’imposta 2018.

Considerando un rapporto di lavoro, o più, svolto per l’intero anno, il bonus IRPEF spetta nella misura di 960euro annuali ai lavoratori con un reddito complessivo fino a €24.600, poi decresce proporzionalmente per coloro che possiedono un reddito tra €24.601 e €26.600. Oltre quest’ultimo limite di reddito è previsto l’azzeramento totale.

Le fasce reddituali che consentono o meno di percepire il bonus degli 80 euro sono:

  • da zero a 8.173 euro ci si colloca nella fascia degli incapienti, no tax area. In tal caso il bonus non deve essere erogato;
  • da 8.174 a 24.600 euro complessivi il bonus IRPEF è erogato in misura piena (€80 al mese);
  • da 24.601 a 26.600 euro il bonus è ridotto proporzionalmente;
  • oltre i 26.600 euro il Bonus IRPEF non è spettante.
Bonus IRPEF 2019

Scaglioni di reddito 2018 e importo bonus 80 euro

 

Bonus IRPEF: chi deve restituirlo

Il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi per l’anno d’imposta 2017, evidenziando che circa 1,8 milioni di soggetti hanno dovuto, in maniera integrale o parziale, rendere il bonus ricevuto per un importo di circa 494 milioni di euro.

Anche per l’anno d’imposta 2018 si prevede la restituzione dello stesso da parte di milioni di persone.

Le casistiche per le quali il bonus IRPEF deve essere restituito sono essenzialmente tre:

  • contribuenti che hanno percepito il bonus IRPEF pur avendo conseguito redditi superiori al limite massimo consentito dalla normativa vigente, che è pari a € 26.600 annui. Quando un lavoratore ad esempio è assunto presso una nuova azienda e presume di ricevere un reddito superiore a quello massimo consentito per  ottenere il beneficio, deve effettuare una comunicazione al datore di lavoro di non aver diritto a percepire il bonus. In molti casi dovrebbe essere lo stesso datore di lavoro, tramite consulente del lavoro o ufficio paghe, a comunicare questa evenienza al lavoratore dipendente;

 

  • secondo caso che comporta la restituzione del bonus Renzi, è quello dei contribuenti incapienti. Si tratta di coloro che al termine dell’anno hanno maturato un reddito complessivo al di sotto di €8.174, il limite oggi previsto per la no tax area. Non avendo alcuna imposta da pagare non possono usufruire del credito fiscale, pertanto devono rendere quello percepito nell’anno precedente in sede di dichiarazione dei redditi;

 

  • seppur con frequenza minore, la restituzione del bonus IRPEF può essere dovuta ad predisposizione errata del modello 730 precompilato da parte dell’Agenzia delle Entrate o del 73o ordinario.

Si suggerisce, soprattutto a coloro che sono assunti a tempo determinato, di comunicare al datore di lavoro di rinunciare all’accredito mensile in busta paga del bonus IRPEF.

L’anno successivo, in sede di dichiarazione dei redditi, qualora il bonus IRPEF fosse effettivamente spettante, il lavoratore potrà ottenerlo in un’unica soluzione a seguito della presentazione del modello 730.

 

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