test d'italiano per cittadinanza

Decreto sicurezza: test d’italiano per ottenere la cittadinanza

Il “decreto sicurezza”

Il “decreto sicurezza”, provvedimento fortemente voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, ha introdotto importantissime novità in termini di accoglienza degli stranieri e sicurezza: tale decreto è stato convertito in legge in data 1 dicembre 2018.

Obiettivo principale della misura, a detta del ministro, è quello di migliorare la sicurezza dei cittadini e rendere più efficace la gestione dell’immigrazione.

 

Le principali novità in termini di immigrazione

Il decreto prevede la cancellazione dei permessi di soggiorno umanitari. Essi erano una delle tre forme di protezione che potevano essere accordate ai richiedenti asilo (insieme all’asilo politico vero e proprio e alla protezione sussidiaria). La protezione umanitaria durava per due anni e dava accesso al lavoro, alle prestazioni sociali e all’edilizia popolare. Il decreto introduce una serie di permessi speciali della durata massima di un anno al posto dei permessi di soggiorno umanitari. Si tratta dei permessi per protezione sociale, per ragioni di salute, per calamità naturale nel paese d’origine.

 

I nuovi requisiti per la cittadinanza

Tra le novità più importanti del “decreto sicurezza”, bisogna necessariamente evidenziare le modifiche relative all’acquisizione e alla revoca della cittadinanza italiana.

Il “decreto sicurezza” stabilisce che la concessione della cittadinanza italiana è possibile soltanto se nel caso in cui l’interessato sia in possesso di un’adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER).

 

Il test d’italiano

Da quest’anno, pertanto, le persone che richiederanno la cittadinanza italiana dovranno dimostrare la conoscenza dell’italiano. Ciò avviene con la presentazione di un certificato di competenza linguistica di livello B1. Il Certificato PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri), rilasciato dal nostro ente di formazione INFAP Regionale Lombardia, è fra i titoli idonei a questo scopo.

Lo Stato riconosce soltanto quattro enti certificatori. La suddetta Società Dante Alighieri, l’Università per stranieri di Perugia, l’Università per stranieri di Siena e l’Università degli Studi Roma Tre.

Per ottenere la cittadinanza non basterà più avere una moglie o un marito con la nazionalità italiana né risiedere in Italia da almeno 10 anni. Servirà necessariamente superare l’esame di competenza di lingua italiana livello B1.

Il livello B1 prevede specifiche abilità di produzione orale e di comprensione. Vale a dire la capacità di sostenere conversazioni semplici su argomenti noti o di interesse, di comprendere testi scritti e l’essenziale di trasmissioni radiofoniche e televisive.

Bisognerà inoltre dimostrarsi capaci di partecipare a conversazioni su argomenti familiari, scrivere testi semplici e lettere personali.

Sono esclusi dall’obbligo di possedere la certificazione di livello B1 coloro che hanno sottoscritto accordo di integrazione e i titolari di permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo, in quanto situazioni per le quali la legge già richiede una valutazione di conoscenza della lingua italiana.

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