Apertura e chiusura Partita IVA

GUIDA ALLA PARTITA IVA

asnali fna milano

INFO UTILI

Se vuoi avviare una nuova attività in proprio devi necessariamente aprire una partita IVA. Questo perché lo Stato deve individuare il contribuente in maniera univoca e lo fa assegnandogli un codice. Tale codice è composto da undici cifre di cui le prime sette identificano il contribuente, mentre le tre seguenti vengono assegnate direttamente dall’Agenzia delle Entrate. L’ultima è una cifra che viene definita "di controllo".

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Cos'è la Partita IVA

Chiariamo cos’è una partita IVA. E’ anzitutto basilare determinare chi è tenuto ad aprirla. Lo Stato stabilisce in maniera inequivocabile che sono tenuti ad aprire partita IVA tutti coloro che esercitano un’attività in maniera continuativa. Ma cosa significa IVA? E’ l’acronimo di Imposta sul Valore Aggiunto, una somma che bisogna versare allorquando si cedono dei beni o si erogano delle prestazioni professionali. Tale obbligo, tuttavia, non si applica a chi svolge attività lavorativa in maniera non continuativa. Per lavoro occasionale si intende una prestazione resa per un totale di non più di 30 giorni e compensata con non più di 5000 euro. Devono forzatamente essere soddisfatte entrambe queste condizioni: la partita IVA va comunque aperta nel caso in cui ne concorra soltanto una delle due.

Aprire una Partita IVA

L’apertura della Partita IVA comporta altri adempimenti obbligatori quali l’apertura della posizione previdenziale INPS (per ciò che concerne i contributi) e INAIL per l’assicurazione obbligatoria (quest’ultimo obbligo può essere evitato se si è un professionista e non si hanno dipendenti, o se l’attività che andiamo ad avviare è di carattere commerciale senza personale assunto alla proprie dipendenze).
I costi? L’apertura dell’attività fa sì che si debbano versare i costi di diritto camerale, bolli, contributi INPS e INAIL. Sono oneri che vanno versati all’Erario e che dipendono dalle aliquote IRPEF, INPS, INAIL stabilite per l’anno di riferimento.

Chiudere una Partita IVA

Se abbiamo la necessità di cessare la nostra attività a causa di un’interessante proposta di lavoro come lavoratore dipendente, possiamo chiudere la partita IVA? Naturalmente sì. 

Cessare la nostra attività commerciale non ci esime dal chiudere la partita IVA in quanto non c’è automatismo tra le due cose. Vero è che l’Agenzia delle Entrate può decidere di agire in maniera autonoma e chiudere d’ufficio la tua partita IVA se questa è risultata inattiva per tre anni. Questa normativa è stata decisa per facilitare le procedure di chiusura della partita IVA dato che la stessa legge, la 193/2016, contempla anche l’abolizione di tutte le sanzioni prima previste per chi non comunicava nei tempi determinati la cessazione dell’attività.

Un primo distinguo va fatto subito. Se hai una partita aperta prima dell’aprile 2010 bisogna rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. Se l’apertura della partita IVA è successiva ad aprile 2010 bisogna agire telematicamente utilizzando la procedura semplificata della Comunicazione Unica.