Conciliazioni

CONCILIAZIONI LAVORATIVE

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INFO UTILI

Le conciliazioni sono una modalità di risoluzione delle controversie di lavoro, come previsto dai Contratti Collettivi Nazionali.

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Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori. Il sindacato si prefigge quale obbiettivo primario quello di offrire a tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati la diffusione, la salvaguardia e la tutela del diritto-dovere al lavoro di ognuno di essi.

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Come avviene una conciliazione lavorativa

Le procedure di conciliazione possono avere luogo presso i sindacati, tenendo conto di quanto riportato strettamente nei CCNL, oppure dinnanzi una Commissione della Direzione provinciale del Lavoro.

La conciliazione è avanzata dal soggetto delegato dal lavoratore e prevede in sostanza una mediazione tra il lavoratore stesso e il datore.

La conciliazione viene fissata entro 60 giorni dalla data di notifica della domanda al datore di lavoro. In prima battuta l’obiettivo è quello di convergere verso una soluzione che soddisfi la richiesta avanzata dalla parte lesa: nella maggior parte dei casi, infatti, i datori di lavoro privilegiano un accordo piuttosto che andare incontro a una causa. Tuttavia, in caso di non conciliazione vi sono ulteriori 30 giorni entro i quali le parti possono presentare nuova istanza. Ai fini della conciliazione sono esplicitati tutti quei dati che riguardano lavoratore e datore di lavoro, elementi relativi al contratto di lavoro, alla posizione economica e alle proprie mansioni lavorative. 

In quali casi è possibile avanzare una vertenza e giungere ad una conciliazione

Non è indispensabile l’aula di un tribunale affinché una conciliazione possa essere ritenuta valida a tutti gli effetti: le parti possono giungere a un accordo anche dinnanzi a un sindacato, quanto sottoscritto nel verbale avrà valore legale. Eventuali rinunce o patteggiamenti sul piano economico non saranno impugnabili una volta determinato l’accordo.
Il ruolo del sindacato è quello di moderatore tra i due soggetti, al fine di verificare la correttezza dell’accordo stesso e la regolarità di quanto stabilito.

Nel momento in cui il lavoratore, invece, veda negati diritti come il corrispettivo degli stipendi, il TFR maturato, la possibilità di fruire dei permessi o dei giorni di ferie del riposo settimanale, ha pieno diritto di presentare una vertenza di lavoro.

La conciliazione è attivabile volontariamente dalle parti, qualora tuttavia una delle due non si presenti o non intervenga nella conciliazione l’accordo non può essere siglato. La conciliazione deve essere comunque avanzata da un esperto in materia, autorizzato. Una volta raggiunto l’accordo tra le parti sia il datore di lavoro che il dipendente firmano il verbale e in questo modo si assumono reciproche direttive. Il datore si impegna a riconoscere al suo dipendente quanto dovuto, sia in termini di inquadramento che a livello economico, il lavoratore si attiene a quanto stabilito e rinuncia a formulare ogni altra tipologia di richiesta. 

In quali casi è possibile avanzare una vertenza e giungere ad una conciliazione

Non è indispensabile l’aula di un tribunale affinché una conciliazione possa essere ritenuta valida a tutti gli effetti: le parti possono giungere a un accordo anche dinnanzi a un sindacato, quanto sottoscritto nel verbale avrà valore legale. Eventuali rinunce o patteggiamenti sul piano economico non saranno impugnabili una volta determinato l’accordo

Il ruolo del sindacato è quello di moderatore tra i due soggetti, al fine di verificare la correttezza dell’accordo stesso e la regolarità di quanto stabilito.

Nel momento in cui il lavoratore, invece, veda negati diritti come il corrispettivo degli stipendi, il TFR maturato, la possibilità di fruire dei permessi o dei giorni di ferie del riposo settimanale, ha pieno diritto di presentare una vertenza di lavoro.

La conciliazione è attivabile volontariamente dalle parti, qualora tuttavia una delle due non si presenti o non intervenga nella conciliazione l’accordo non può essere siglato. La conciliazione deve essere comunque avanzata da un esperto in materia, autorizzato. Una volta raggiunto l’accordo tra le parti sia il datore di lavoro che il dipendente firmano il verbale e in questo modo si assumono reciproche direttive. Il datore si impegna a riconoscere al suo dipendente quanto dovuto, sia in termini di inquadramento che a livello economico, il lavoratore si attiene a quanto stabilito e rinuncia a formulare ogni altra tipologia di richiesta. 

Conciliazioni: tempistiche e modalità per i lavoratori

Nel momento in cui si volesse avanzare una vertenza di lavoro nei confronti del proprio datore, è bene sapere che è proprio la conciliazione la fase maggiormente risolutiva.

Essa garantisce un accordo immediato tra le parti e permette pertanto al lavoratore di monetizzare in tempi brevi. All’atto dell’accordo vengono stabiliti anche i termini in cui avverranno i pagamenti.

Oltre agli aspetti economici la vertenza può riferirsi anche ad altri fattori come la modifica dell’inquadramento, la trasformazione di un contratto da tempo determinato a tempo indeterminato, può essere presentata anche da un lavoratore licenziato ingiustamente durante il periodo di prova oppure da un lavoratore costretto a lavorare più ore del dovuto.
In termini pratici la vertenza può essere avanzata sia quando il rapporto di lavoro è ancora in atto che quando questo è già terminato.

A tal proposito è bene specificare che si può giungere alla soluzione di una controversia nell’arco di 5 anni per le imprese che contano meno di 15 dipendenti e nell’arco di 10 anni per le aziende maggiori. Trascorso questo tempo il lavoratore, anche nel pieno del suo diritto, non potrà più dare seguito ad una controversia di lavoro e quindi non potrà avanzare richieste o ottenere una conciliazione: decadendo i termini decade il diritto stesso. 


Coloro che vogliono procedere con una conciliazione devono attenersi a quanto stabilito dalla legge nei termini previsti. Essendoci casi specifici e che richiedono uno studio attento e diversificato, è opportuno rivolgersi a personale specializzato al fine di chiarire la propria posizione.