INSINUAZIONE AL PASSIVO

INSINUAZIONE AL PASSIVO

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INFO UTILI

La domanda di insinuazione al passivo può esser presentata dal lavoratore dipendente che ha maturato dei crediti nei confronti dell'impresa che ha dichiarato il fallimento.

COME TI AIUTIAMO

S.N.A.L.V., Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori, si prefigge quale obbiettivo primario quello di offrire a tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati la diffusione, la salvaguardia e la tutela del diritto-dovere al lavoro di ognuno di essi.

DOCUMENTI NECESSARI

Condizioni per la presentazione della domanda di insinuazione al passivo

Quando un’impresa fallisce o dichiara il fallimento tutta la sua situazione debitoria viene archiviata e successivamente saldata attraverso una procedura detta Procedura Fallimentare, la quale ha sede in Tribunale. 
Tale procedura ha lo scopo di risarcire tutti i terzi a cui l’impresa deve dei contributi, e di riscattare eventuali crediti da utilizzare nel pagamento delle somme dovute.Ovviamente i debiti che il Tribunale si impegna a risarcire sono quelli maturati dall’azienda durante un periodo antecedente al fallimento e per fare in modo che ciò avvenga la Procedura Fallimentare viene affidata ad una figura capace di gestire i flussi economici del post-fallimento. Il Curatore Fallimentare ha il compito quindi di mediare i contatti tra il Tribunale e i creditori dell’impresa. 
Nell’eventualità cui vi sia più di un creditore, i crediti dovuti dall’impresa si dividono principalmente in due categorie.
I cosiddetti Crediti Privilegiati sono assistiti da cause di prelazione, per esempio fanno parte di questa categoria i lavoratori dipendenti. Durante le procedure concorsuali questi hanno quindi una natura preferenziale rispetto ad altri creditori, e verranno pagati prima degli altri. 
Crediti Chirografari invece sono una categoria di cui fanno parte tutti i restanti creditori, che possono aver in sospeso delle forniture o delle prestazioni, chiaramente non saldate dall’impresa. 
Una volta che il Tribunale ha proceduto al ricavo di una somma (solitamente attraverso il pignoramento dei beni legati all’impresa) questa viene prima utilizzata per il pagamento dei Crediti Privilegiati e, in un secondo momento, si può proseguire con il pagamento dei restanti.

Come presentare domanda di insinuazione al passivo

SNALV offre servizio di assistenza e consulenza per la presentazione di domanda di insinuazione al passivo.

La domanda da presentare per l’istanza di insinuazione al passivo dovrà contenere alcune informazioni fondamentali per il Tribunale durante le fasi di processo e durante il rimborso. 
Il primo tra tutti gli elementi da presentare al Tribunale è la richiesta formale di ammissione al passivo fallimentare. Questo documento dovrà spiegare quindi le modalità e la natura del credito, nonché la somma dovuta dall’impresa verso il soggetto. E importante per il lavoratore esplicare l’importo a lui dovuto in sotto termini di retribuzione e/o TFR: più nel dettaglio andrà indicato ogni singolo importo con periodo di riferimento, importo che andrà calcolato al netto di trattenute previdenziali (che solitamente si aggirano attorno al 9%) e al lordo di quelle fiscali. Il TFR va indicato come somma a parte, in modo da non confonderla con il resto della retribuzione.

Documenti necessari per la domanda di insinuazione al passivo

A tale richiesta dovranno essere corredati i documenti, cioè le prove fisiche del credito dichiarato (ne fanno parte buste paga, bollettini, CU, ricevute, ecc.).
E’ necessaria inoltre un’attestazione di conformità, cioè una dichiarazione del diretto interessato che garantisce la veridicità dei dati e dei documenti riportati. Un documento di identità dovrà essere inoltre allegato ai documenti precedentemente elencati. 

Tempistiche per la domanda di insinuazione al passivo

E importante per il lavoratore tenere a mente le delle tempistiche da rispettare. Durante la sentenza dichiarante il fallimento viene fissata la data d’udienza per la verifica dei creditii documenti vanno consegnati insieme alla domanda entro i 30 giorni precedenti a tale data. Sarà il Curatore Fallimentare a prendersi carico di avvisare tutti i potenziali creditori dell’impresa, e comunicare loro la data in modo tempestivo e utile affinché tutti possano preparare i documenti. Attenersi a questa scadenza comporta per il lavoratore una maggiore possibilità di pagamento dei crediti, è infatti possibile presentare domanda anche dopo la data di udienza (ma comunque entro 12 mesi dalla dichiarazione di fallimento), si avrà sempre diritto di partecipare alla distribuzione degli importi, ma in questo caso verrà considerata tardiva e ciò comporta delle limitazioni. 
Quando un Creditore Chirografario presenta tardivamente la propria domanda, i suoi crediti vengono soddisfatti soltanto in seguito all’adempimento del Tribunale verso gli altri creditori. 
Dopo 12 mesi dalla dichiarazione di fallimento le domande sono considerate ultratardive e perciò il lavoratore perde automaticamente il diritto al risarcimento e il suo credito viene considerato perso. In alcuni casi è possibile recuperare la possibilità di credito dimostrando che l’elevato ritardo di presentazione della domanda non è dipeso dal lavoratore, situazione il più delle volte questionabile.