Contributo all'affitto

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FEDER CASA

INFO UTILI

Il contributo all'affitto è un particolare contributo che consente di ricevere un aiuto nel pagamento del canone di locazione e nasce a tutela dei soggetti versanti in una situazione economica disagiata e pertanto impossibilitati a rispettare le scadenze pattuite.

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Contributo all'affitto 2019: le cose da sapere

Il contributo affitto è un aiuto economico erogato dallo Stato, tramite i Comuni di residenza, che viene riconosciuto a famiglie disagiate e in possesso di specifici requisiti per far pronte al pagamento del canone di affitto.

Lo Stato italiano ha previsto la creazione di due Fondi che, alimentati ogni anno con disponibilità determinate in sede di approvazione della Legge Finanziaria, esercitano supporto a favore di cittadini non in grado di adempiere ai loro obblighi contrattuali di locazione.

Il primo Fondo è il cosiddetto “Fondo morosità incolpevole” ed è riservato a cittadini che abitano in Comuni in cui è riconosciuta un’oggettiva “tensione abitativa” cioè una difficoltà maggiore per il pagamento dei canoni di affitto.

Il secondo Fondo, invece, è il “Fondo nazionale sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione” nato con l’idea di ridurre il numero di sfratti sempre crescente in momenti di crisi.
Tale fondo garantisce un aiuto al pagamento della pigione fornendo una cifra integrativa calcolata tra il canone effettivamente dovuto dall’inquilino ed il canone medio relativo ad un alloggio popolare. E’ a tale Fondo specifico che si fa rifermento nello specifico caso del contributo affitto.


Anche in questo caso l’accesso alle risorse del Fondo è reso possibile da delibere comunali che emanano specifici bandi in merito, generalmente con cadenza annuale. E’ chiara, anche in questi casi, l’opportunità di avvalersi di professionisti del settore.

Requisiti necessari per accedere al contributo all'affitto

Il presupposto fondamentale e indispensabile all’accesso del contributo è l’impossibilità al pagamento del canone di affitto per motivi gravi ed indipendenti dalla volontà del richiedente.

Tra le cause gravi individuate dal legislatore, vi sono tutti quei casi che portano ad una diminuzione della capacità reddituale del nucleo familiare.

Nello specifico vi rientrano, la perdita del lavoro per licenziamento, la riduzione dell’orario di lavoro per dimensionamento aziendale, il mancato rinnovo di un contratto a tempo determinato, la cassa integrazione, la chiusura obbligata della propria attività autonoma e l’infortunio invalidante o la morte di un componente del nucleo familiare che produceva reddito.
Tra i requisiti di natura economica la mancanza di disponibilità di un immobile a uso abitativo nella stessa provincia (in proprietà o diritto di usufrutto o abitazione).

Tra gli altri requisiti vi sono la cittadinanza italiana o dell’Unione Europea; nel caso cittadini extra comunitari occorre presentare il permesso di soggiorno in corso di validità.
Occorre inoltre essere in possesso di un contratto di affitto regolarmente registrato, aver ricevuto l’atto di convalida allo sfratto per mancato pagamento, non aver affittato un immobile di pregio ed aver risieduto per almeno un anno nel suddetto immobile.

Tra le condizioni che garantiscono un diritto di prelazione nell’accesso al bonus vi è la presenza nel nucleo familiare, di un minore, di un anziano (più di settant’anni) o di un invalido riconosciuto.

Come richiedere il contributo all'affitto 2019

Per l’accesso ai sopracitati Fondi è condizione necessaria la presentazione di una domanda specifica presso il Comune di residenza per il tramite di un CAF convenzionato.

Sarà l’amministrazione comunale a verificare la sussistenza dei requisiti necessari all’accoglimento della richiesta e a dare comunicazione al Ministero della domanda inoltrata.

La redazione della richiesta viene effettuata tramite moduli predeterminati ai quali occorre aggiungere documentazione in allegato. Tale documentazione deve contenere la certificazione anagrafica del richiedente (un documento di identità in corso di validità), il modello ISEEcopia del contratto di affitto regolarmente registrato, copia dell’ultima registrazione effettuata ed ogni ulteriore documentazione specificatamente richiesta dal bando comunale.
Va precisato che, in modo particolare per quanto riguarda il contributo affitto, la gestione della pratica e delle risorse è interamente a carico delle amministrazioni comunali che hanno la possibilità di prevedere ulteriori regole specifiche anche in base alle effettive disponibilità.

Segnaliamo che per l’anno in corso è requisito fondamentale per l’ammissione della domanda non aver usufruito di altri contributi economici; si rimanda tuttavia alla valutazione del singolo comune la possibilità di accogliere o meno le domande di coloro che avessero già ottenuto dei bonus.

Al termine delle valutazioni relative all’ammissibilità della domanda da parte del Comune, sarà redatta un specifica graduatoria che paleserà chi ha diritto al contributo. Il tempo necessario a tal fine, non è di solito inferiore ai tre mesi.



Per avere accesso al contributo all’affitto è indispensabile non usufruire di altri benefici economici